Le spiagge che tolgono il fiato: dalla Pelosa a Cala Goloritzé

Le spiagge sarde sono tra le più fotografate del Mediterraneo, ma le fotografie non rendono giustizia alla sensazione fisica che provi quando le vedi per la prima volta. La Pelosa, a Stintino, è una di quelle: sabbia chiarissima, acqua che degrada dal turchese al blu, e una torre aragonese a fare da sfondo. In alta stagione è affollata, e serve la prenotazione per accedere alla spiaggia, ma a settembre o a maggio il posto torna a essere un sogno silenzioso. Cammini sulla sabbia e capisci perché questa spiaggia è finita su ogni classifica mondiale.

Più selvaggia e più difficile da raggiungere è Cala Goloritzé, nel Golfo di Orosei. Si arriva solo a piedi, dopo un sentiero di un’ora e mezza che scende tra rocce calcaree e macchia mediterranea. Lo spettacolo finale ripaga ogni passo: un arco naturale di pietra, un pinnacolo di roccia che si alza dal mare, e un’acqua così trasparente che vedi i pesci dalla riva. Il sentiero parte dall’altopiano di Golgo, e il biglietto d’ingresso si paga perché la spiaggia è protetta. Niente bar, niente ombrelloni, niente musica: solo natura allo stato puro.

La Spiaggia Rosa di Budelli è una leggenda a parte. La sabbia deve il suo colore a un microrganismo, e per anni i turisti la portavano via in barattoli, rischiando di distruggere un ecosistema unico. Oggi la spiaggia è interdetta al calpestio: ci si può solo guardare da lontano, dalle barche che ormeggiano a distanza di sicurezza. Ma anche così, il colore rosa che affiora tra le onde è qualcosa di irreale. Budelli fa parte dell’arcipelago della Maddalena, e vale la pena dedicare un’intera giornata alla sua esplorazione in barca.

Piscinas, sulla Costa Verde, è un altro pianeta. Qui il deserto incontra il mare: dune di sabbia alte anche trenta metri, modellate dal maestrale, si gettano in un oceano di color cobalto. Ci si arriva da una strada sterrata che scoraggia i più pigri, e forse è questo il motivo per cui la spiaggia non è mai invasa. Camminare tra le dune a piedi nudi, con il rumore del vento e delle onde, dà la sensazione di essere in un luogo fuori dal tempo. È una spiaggia per chi cerca la solitudine, non il comfort.

Nel sud-est, la zona di Villasimius e Costa Rei offre spiagge di sabbia bianca e acque calme, perfette per famiglie e per chi vuole un giorno di mare senza troppa fatica. Porto Giunco, con la sua torre spagnola, e Punta Molentis, con il suo promontorio di granito, sono gioielli facili da raggiungere. Anche qui, la differenza tra agosto e settembre è abissale: stesso paesaggio, ma nel secondo mese puoi stendere l’asciugamano senza chiedere permesso.

E poi ci sono le cale segrete, quelle che non trovi sulle guide. Cala Luna, raggiungibile solo via sentiero o in barca, con le sue grotte marine. Cala Mariolu, con i suoi ciottoli bianchi e il mare che sembra una piscina. Cala Biriola, incastonata tra pareti di roccia. Ognuna ha una personalità diversa, e scoprirle è un gioco di pazienza e fortuna. Portati maschera e boccaglio: il mondo sommerso è parte integrante della bellezza, e non ti perdoneresti di non averlo esplorato.

Il consiglio più sincero: non limitarti alle spiagge famose. Ogni tratto di costa ha una piccola insenatura dimenticata. Chiedi ai pescatori, ai baristi, alle persone del posto. Ti diranno di una cala senza nome, raggiungibile per un sentiero appena visibile, dove andare all’alba o al tramonto. E lì capirai che la Sardegna non è solo bellezza da cartolina, ma un’esperienza intima che va guadagnata passo dopo passo.

LE PIù BELLE SPIAGGE DELLA SARDEGNA

La Pelosa

Rena Bianca –

Tuerredda

Porto Giunco

Capriccioli

Mari Pintau

CALA COLORIZTZE

https://www.sardegnaturismo.it/en/explore/cala-goloritze

Cala Luna

Berchida

Cala Mariolu

Piscinas

Spiaggia del Principe (Poltu di li Cogghji)

Cala Sinzias

Cala Domestica

S’Archittu

Is Arutas

Porto Istana

Solanas

Le Bombarde

Spiaggia Rosa

Santa Giusta

Piscine di Venere

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